E’ giornalista e scrittrice, e conduce un programma dedicato ai libri sulla BBC. Da sempre appassionata di storia, esoterismo e letteratura, prima di scrivere I Codici del Labirinto ha studiato a lungo e ha visitato più volte i luoghi ricchi di magia e mistero in cui è ambientato questo libro. Grande studiosa dell’eresia catara e delle crociate, proviene da un’antica famiglia le cui origini risalgono al tredicesimo secolo in un antico villaggio francese. Vive tra il Sussex, in Inghilterra, e Carcassonne, nel sud della Francia, insieme a suo marito e ai suoi due figli.
Domanda: Quando ha deciso di diventare scrittrice?
Risposta: Prima di scrivere I Codici del Labirinto, mi sono sempre sentita più una lettrice che una scrittrice. Dopo l’università ho lavorato diversi anni nell’editoria. Poi ho fondato L’Orange Prize (uno dei più importanti premi letterari inglesi n.d.t.) e ho iniziato a collaborare con la BBC per un programma dedicato ai libri. Pur avendo sempre lavorato tra i libri e sui testi, non avevo mai pensato di diventare io stessa scrittrice fino alla mia seconda gravidanza quando, incitata anche da un’amica, scrissi un libro sull’esperienza di diventare madre (Becoming mother, pubblicato da Virago nel 1993 e adesso alla sua settima edizione). E’ stato l’inizio. Poi ho scritto altri due romanzi, ma il mio vero debutto è avvenuto con I Codici del Labirinto. Durante la stesura di questo libro per la prima volta la scrittura è entrata a pieno titolo al centro della mia vita. E’ stato un lavoro difficile, lungo, che ha richiesto tanta forza di volontà e tanta disciplina, ma che mi sta dando anche tante soddisfazioni.
Domanda: Come organizza la sua giornata quando scrive?
Risposta: Quando scrivo, sono come un’invasata! Alcuni scrittori che conosco ci mettono anni prima di buttare giù anche solo la prima stesura del loro libro. Io lavoro in modo diverso, sono una velocista: una volta iniziato, non mi fermo più. Lavoro, in media, dieci ore al giorno, sette giorni su sette, senza interruzione, fino a quando non ho finito la prima stesura. Inizio ogni mattina alle quattro. Scrivo fino alle otto, poi mi interrompo e faccio colazione con i miei figli (Marta 15 anni e Felix 12 anni) e mio marito Greg. Poi riprendo a lavorare alle nove: alle due stacco e vado a nuotare in piscina per quarantacinque minuti. Poi, dopo una sauna veloce, sono pronta per andare a prendere i miei figli a scuola.
Domanda: Come le è venuta l’ispirazione per scrivere I Codici del Labirinto?
Risposta: Per molti scrittori l’ispirazione non è sempre facile da identificare. Un gran numero di autori mette da parte le idee per utilizzarle a tempo debito, a maturazione ultimata. Per quanto mi riguarda, le idee, i fatti e le persone prendono forma nella mia fantasia da esperienze vissute. Non mi ero resa conto che le fonti e le idee crescessero a mano a mano che continuavo a scrivere; è un processo inconscio, non un’operazione studiata a tavolino.
Domanda: Perché questo forte interesse per la storia dei Catari?
Risposta: La storia dei catari mi ha sempre affascinato. Sono vittime della storia, persone comuni perseguitate solo perché avevano deciso di scegliere di vivere una vita diversa. Penso spesso alle comunità catare nel sudovest della Francia, alla loro fiorente economia agricola. Penso alle città che si espandevano, alla tolleranza religiosa e all’indipendenza (relativa, ovviamente) delle donne, ai troubadours itineranti – i menestrelli – e alle loro canzoni, poemi e proverbi nella lingua del Sud, la lingua d’Oc. Chi diede alla chiesa il diritto di perseguitarli? Come poteva Innocenzo III conciliare gli insegnamenti di Gesù con la violenza che predicava? Quale incredibile determinazione personale spinse questo pontefice a giustificare la sua decisione con un motivo di salvezza? Che cosa avrei fatto io? Come avrei vissuto sotto il peso di una tale minaccia?
Domanda: Pur essendo nata in Inghilterra, sembra avere un legame particolare con la Francia e i luoghi dove ha ambientato il suo libro, è vero? E come mai?
Risposta: Sì è vero. Sono innamorata della Francia sudoccidentale. Visitai la Linguadoca per la prima volta nel 1989. Mi ero portata dietro diverse guide, dove lessi dei Catari. L’estate seguente trovai altro materiale, più dettagliato, su di loro e su questa parte della Francia nel XIII secolo. Sin da subito mi sentii irreistibilmente attratta da quei luoghi e in particolare da Montségur, una roccaforte costruita alle pendici dei Pirenei. Il mio interesse si era trasformato in una vera passione, e decisi che era giunto il momento di visitare Montsegur. Quando arrivò la Pasqua del 1992 non stavo più nella pelle, volevo andare nel posto dove – per usare le parole di T.S. Eliot – ‘la preghiera aveva senso’. Volevo vedere quei luoghi con i miei occhi, e lasciare che i fili invisibili che legano idee, persone e miti scorressero tra le mie dita. Ci andai nel 1992, ma non riuscii a visitarla come avrei voluto perché nevicava e la fortezza era avvolta dalle nubi. Quando vi tornai, nell’aprile 1998, riuscii ad arrivare sulla cima camminando tra le rovine della Grande Porta nel cortile del castello. Il sole spuntò di colpo dalle nubi, solo per un momento. Alzai gli occhi verso il Passo di S. Bartolomeo e vidi un raggio di luce bianca colpire la roccia grigia e girarle intorno. Pensai che se Dio esisteva, allora Montségur era il luogo ideale per comprendere la fede. Sentivo un legame con questo luogo. In quel momento capii come avrei cominciato I Codici del Labirinto
Domanda: Quali sono i suoi pregi e i suoi difetti?
Risposta: Come molte persone, i miei pregi e i miei difetti cambiano a seconda delle circostanze. Se chiedete ai miei figli, vi diranno che sono un’amica leale, una mamma allegra, e una sorella sempre disponibile. Io posso dire di essere paziente, entusiasta della vita e sempre disposta a vedere il meglio nelle persone e nelle situazioni. Metto tutta me stessa in quello che faccio e non do mai le cose per scontato. Per quanto riguarda i difetti mi preoccupo troppo del passato, sono fin troppo orgogliosa dei miei bambini tanto che a volte non parlo d’altro e mi arrabbio facilmente. Spendo soldi in cose inutili e, a volte, sono troppo paziente.
Domanda: Quali sono i suoi hobby?
Risposta: Andare a teatro con mio marito; fare shopping con mia figlia Martha e giocare a scacchi con mio figlio Felix. Poi mi piace camminare sulle colline vicino alla nostra casa nel Sussex e nuotare nel lago del giardino della nostra casa a Carcassonne.