In Linguadoca esiste una particolare leggenda sul Sacro Graal. Si racconta che Adamo, il primo uomo, costruì una coppa di legno, l’unica proprietà da lasciare a suo figlio. Tramandato di generazione in generazione, passò da Noè fino a Gesù. Era la coppa di legno da cui bevve Cristo nell’Ultima cena. Dopo la crocifissione, si dice che il calice sia stato portato nel sud della Francia da Maria Maddalena e Giuseppe d’Arimatea.
Nel medioevo, Chrétien de Troyes e Wolfram von Eschenbach scrissero storie sui cavalieri e le loro sante missioni, che univano ai miti celtici la storia del Graal. Per la Chiesa Romana, era il sistema più adatto per divulgare ai popoli convertiti le radici pre-cristiane.
Un volume di Otto Rahn, La Crociata contro il Graal, fu probabilmente la prima opera a collegare i Catari al Sacro Graal. Nel libro di Rahn, Montségur è il ‘castello del Graal’, tema ripreso in seguito da numerosi altri autori.